"La nomade che amava Alfred Hitchcock" di Igiaba Scego


"Tutto dipende dal punto di vista."

Ho appreso da questo libro, come quelle confidenze fatte a bassa voce, quelle eredità che passano di genitore in figlio, di anima in anima. Ero accanto a Igiaba Scego, e a sua madre, mentre mi veniva consegnato un piccolo tesoro che odorava di cannella e cenere. Cultura nomade, integrazione, guerra civile, sono solo alcuni dei punti narrati ne "La nomade che amava Alfred Hitchcock". Il racconto di Kadija brilla della moltitudine delle storie che vi si riflettono dentro, e la stessa ricchezza avvolge il suo paese, la Somalia, descritta con la semplicità dell'affetto e della nostalgia. Il libro si rivolge ai più giovani, li prende per mano e con tenerezza li accompagna alla scoperta di una cultura che troveranno diversa dalla propria, ma anche simile. È un regalo che potremmo fare a loro e a noi stessi, concedersi la capacità di campire i vuoti della propria formazione per colorarli di ciò che appartiene a noi come a tutto il mondo.

Autrice: Igiaba Scego
Anno: 2003
Edito da: Sinnos Editrice
Illustrazioni: Cladia Borgioli

Recensione di Serena D'Angelo
(serenadangelo93@gmail.com)