"Regina di fiori e di perle" di Gabriella Ghermandi

"Parlare di qualcuno equivale a renderlo ospite. Ospite delle proprie parole. 
E da noi l'ospite è sacro."

Il cammino di Mahlet (il cui nome sta per "il significato di quella volta") è destinato a intrecciarsi con le favole di chi ha abitato la Storia. La curiosità infantile, il "solletico interiore", hanno ceduto il posto al silenzio: la violenza delle "cose dei grandi" impone un quieto distacco a chi vuole resistervi. Ma un'antica promessa l'attende, e dal passato si solleva un coro maestoso, per cantare la propria guerra, per affidarla a una nuova voce.

« Ma un giorno le parole non ti ubbidiranno più / ti saliranno in gola, ti strangoleranno. »
Da "La Compagnia dei Celestini" di Stefano Benni.

L'occupazione italiana in Etiopia, il regime, la guerriglia, sono vicende drammatiche, cariche di dolore, che tuttavia richiedono il coraggio di essere raccontate. E questo libro ne è l'esempio: veleno e farmaco, l'espressione della sofferenza libera la sofferenza stessa, perché la restituisce al cielo, liberando il corpo dal fardello dell'impronunciabile. E ancora: il ricordo, e quindi la narrazione del tempo trascorso e la sua significazione, cementificano la memoria, e insieme lo spirito, e contribuiscono alla costruzione dell'identità, spesso in simbiosi con lo spazio, in cui trova una naturale proiezione per mezzo di metafore e similitudini efficaci.

« Eravamo terra della nostra stessa terra. »

L'identità non è un circuito chiuso, indifferente al mondo, essa anzi è permeata di soffi uguali e contrari: il silenzio, il ricorso alla solitudine per alleviare il tormento, l'odore di eternità, contro la cultura della parola, la vita in comune, e

« Un odore giovane e dalla vita breve, che nasce, vive e muore nel giro di due mesi. Un cuore di spezie, caffè tostato e incenso. Nulla di sedimentato negli anni. »

Tutto ciò rappresenta lo scarto insormontabile che scinde due abissi, ma che risolve la sua frattura in una tazza di tè senza zucchero... Sediamoci dunque al fianco della Ghermandi, stringiamoci attorno alle sue parole. Impareremo da esse più di una semplice storia, perché scopriremo la nostra.

Autrice: Gabriella Ghermandi
Anno: 2007
Edito da: Donzelli

Recensione di Serena D'Angelo
(serenadangelo93@gmail.com)